Si sente spesso parlare di parità di genere ma poco si conosce delle condizioni che la garantiscano e che possono pregiudicare la partecipazione a gare pubbliche.

Sapevi che dal 2006 esiste il “Codice delle pari opportunità tra uomo e donna” ma non essendo noto ai più non era granché osservato? Con la legge n. 275/2021 però sono state introdotte misure: impegnano le imprese a produrre ogni anno un rapporto sul quadro del personale impiegato nell’ottica della parità di genere.

 

Il rapporto annuale aziendale sulla situazione del personale

Costituisce una condizione necessaria per presentare una domanda di partecipazione alle gare pubbliche che utilizzano fondi derivanti da risorse del PNRR e del PNC indipendentemente dal numero dei dipendenti e secondo le diverse disposizioni previste.

Le aziende che impiegano dai 15 ai 50 lavoratori

Devono presentare una relazione – entro 6 mesi dalla conclusione del contratto di appalto – in cui includere gli stessi dati che interessano il rapporto biennale. Occorre poi trasmetterla anche alle RSA (Rappresentanze Sindacali Aziendali).

Le aziende con più di 50 dipendenti

Devono redigere il rapporto esclusivamente per via telematica utilizzando il portale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali entro e non oltre il 30 settembre 2022. Questa scadenza vale solo per il biennio 2020-2021, perché per tutti i prossimi fa fede la data del 30 aprile dell’anno successivo al termine di ciascun biennio. In assenza di errori o incongruenze il Ministero rilascia una ricevuta che attesta la corretta redazione del documento,  da tramettere insieme al rapporto alle RSA.

 

I vantaggi della Certificazione di Parità di genere

Per le aziende che ne posseggono una sono previsti esoneri nel limite massimo di 50.000 euro annui dal versamento dei complessivi contributi previdenziali a carico del datore di lavoro oltre a premialità nella valutazione dei bandi pubblici.

 

Assicurarsi l’attestazione

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